Cicerone - Laelius De Amicitia

Capitolo 3

Itaque tum Scaevola cum in eam ipsam mentionem incidisset, exposuit nobis sermonem Laeli de amicitia habitum ab illo secum et cum altero genero, C. Fannio Marci filio, paucis diebus post mortem Africani. Eius disputationis sententias memoriae mandavi, quas hoc libro exposui arbitratu meo; quasi enim ipsos induxi loquentes, ne 'inquam' et 'inquit' saepius interponeretur, atque ut tamquam a praesentibus coram haberi sermo videretur.
[3] Perci?, essendosi allora Scevola impegnato in questo ricordo, ci rifer? il discorso che Lelio tenne sull?amicizia con lui e con l?altro genero, Caio Fannio, il figlio di Marco, pochi giorni dopo la morte dell?Africano [Scipione Emiliano, detto anche Africano minore, figlio di Emilio Paolo. Fu adottato da Publio Cornelio Scipione, figlio dell?Africano maggiore]. Ho impresso nella mia mente i concetti fondamentali della sua dissertazione, che poi ho esposto a modo mio in questo libro; ho infatti messo in scena i personaggi, come se parlassero essi stessi, in modo da non interporre troppo spesso dei ?dico? o dei ?dice?, e in modo tale che il discorso sembri esser tenuto da persone presenti, davanti a noi.